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 APPELLO AI REPUBBLICANI DEL PRI

Riscossa Repubblicana In questi giorni in cui si decidono le alleanze elettorali come non ricordare le dichiarazioni solenni del segretario del PRI di non candidarsi mai più nelle liste di un altro partito come nel 2006 in Forza Italia , perché quello era stato un grande errore, un sottrarsi ai doveri di un segretario nei confronti dei suoi iscritti e nei confronti degli elettori che nel passato avevano scelto i Repubblicani anche per la loro coerenza.
Avevamo apprezzato quella autocritica avevamo sentito l’orgoglio ed una rinnovata fierezza repubblicana che ci aveva fatto dare credito a questi propositi.
Invece ora ci apprestiamo ad entrare in un nuovo partito , non più in una coalizione, in un raggruppamento che non vuole confusioni di simboli ma che raccatta anche fascisti che non hanno rinnegato nulla della loro storia il tutto facendo riferimento al partito popolare europeo.
Difficile pensare a qualcosa di più innaturale come destino per il PRI.
Si è presentato il congresso di Roma del 2007 come un momento di cambiamento , di autonomia ritrovata da consolidare convintamente.
Molti avevano creduto che si fosse davvero ad un svolta.
Invece i timori che nel centrodestra il PRI fosse un partito a sovranità limitata erano fondati.
Tutti quelli che non vogliono che questa sia la fine ingloriosa del PRI, reagiscano , si espliciti il dissenso la indignazione ,la vergogna , non si lasci passare in silenzio questa scelta infausta e disonorevole.
Se ci sono energie e orgoglio repubblicano.
Altrimenti rendiamoci conto che saremo tutti corresponsabili della fine del Partito Repubblicano e della sua storia come forza politica in Italia.
Per quanto mi riguarda mi considero dimissionario dalla Direzione Nazionale del PRI nel momento in cui si formalizzerà la presenza nel PDL
Brescia 24 febbraio 2007
SERGIO SAVOLDI

 Pubblicato da sers Giovedì 13 marzo 2008 - 15:06
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 TUTTI I SEGRETI DELLO I.O.R.

Riscossa RepubblicanaDi Curzio Maltese
Da "Repubblica" del 29 Gennaio

L'Istituto Opere Religiose è la banca del Vaticano. In deposito 5 miliardi di euro. Ai correntisti offre rendimenti record, impermeabilità ai controlli e segretezza totale.

La chiesa cattolica è l'unica religione a disporre di una dottrina sociale, fondata sulla lotta alla povertà e la demonizzazione del danaro, "sterco del diavolo". Vangelo secondo Matteo: "E' più facile che un cammello passi nella cruna dell'ago, che un ricco entri nel regno dei cieli". Ma è anche l'unica religione ad avere una propria banca per maneggiare affari e investimenti, l'Istituto Opere Religiose. (... segue).

 Pubblicato da sers Martedì 29 gennaio 2008 - 12:37
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 GIULIANO FERRARA, IL 'GRANDE' MALATO

Riscossa RepubblicanaDi Carlo Buffoli

Che Giuliano Ferrara sia un bischero è cosa nota a tutti. Che si diverta a provocare, spesso con arguzia e ironia, fa parte della vecchia scuola comunista cui appartiene ancora oggi. Ma da qualche tempo arguzia e ironia, provocazione e intelligenza, hanno perso il sincrono.
Il punto di non ritorno è stata la ‘svolta’ clerical-conservatrice iniziata con l’avvicinamento ai valori della chiesa cattolica e continuata con un drastico cambio di linea del suo giornale, divenuto oggi l’organo dei cosiddetti ‘teocon’. Al centro delle sue battaglie, dunque, la negazione delle conquiste in tema di diritti civili. Buona ultima, in questi giorni su tutti i giornali, la ‘moratoria’ internazionale per combattere l’aborto, un seguito della tragica approvazione della legge 40 sulla procreazione assistita. (... segue)


 Pubblicato da sers Sabato 12 gennaio 2008 - 12:59
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 Notizie dal PRI: DOCUMENTO DIREZIONE PROVINCIALE DI RAVENNA

Riscossa RepubblicanaApprovato il 29/11/2007
La Direzione Provinciale del PRI di Ravenna, riunita per discutere le prospettive del PRI, anche alla luce della recente “convention” programmatica “verso la costituente liberaldemocratica” e del conseguente “manifesto dei valori liberali per l’Italia degli anni duemila”, udita la relazione del Segretario Politico l’approva.
I repubblicani di Ravenna intendono evidenziare che la presenza politica repubblicana nel nostro Paese ha caratterizzato e fortemente determinato la cultura politica democratico-riformatrice, spesso in contrapposizione al pensiero liberale classico e ad una concezione puramente liberista dell’economia e del rapporto tra le classi sociali.

 Pubblicato da sers Sabato 08 dicembre 2007 - 09:42
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 Commenti: I DUE CENTRI

Riscossa Repubblicanadi Luca Ricolfi

da La Stampa del 5 dicembre 2007

L’iniziativa di occupare il centro del sistema politico potrebbe essere assunta - anziché dalle forze del mondo cattolico, da sempre parte integrante del «partito della spesa» - dalle minoranze riformiste e liberali presenti sia nei partiti sia al di fuori di essi.


 Pubblicato da sers Venerdì 07 dicembre 2007 - 08:34
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 LIBERALDEMOCRAZIA: UNA NECESSITA' INDIFFERIBILE

Riscossa RepubblicanaCulture maggioritarie e arretratezza del Paese

di Widmer Valbonesi

Finalmente un po' di luce! Dopo anni di ubriacatura miope per il sistema bipolare, incapace di governare il paese ingessato nelle rivendicazioni di un estremismo massimalista e di un nazionalismo corporativo clerico - fascista, oggi si torna a parlare di proporzionalismo e di governi nominati dal Parlamento, come prevede la Costituzione. Del resto l'operazione Partito democratico presupponeva l'intenzione di un gioco a tutto campo per non rimanere prigionieri dei partitini che vedevano raddoppiate le loro possibilità di ricatto nelle rispettive coalizioni bloccate, anziché giocare un ruolo marginale in Parlamento.

 Pubblicato da sers Sabato 01 dicembre 2007 - 19:16
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 IL MOMENTO DELLA VERITA'

Riscossa Repubblicana
di Sergio Savoldi

Il Congresso Nazionale di marzo del PRI sembrava avesse aperto qualche spiraglio, ancora insufficiente per alcuni, promettente per altri,in ordine alla autonomia dei Repubblicani rispetto ai due poli del nostro sistema politico, con la prospettiva da perseguire di divenire il nucleo promotore di una sezione italiana dell’ELDR.
Il tutto, rivolgendosi ad un settore non trascurabile dell’elettorato che dopo aver abbandonato Berlusconi nel 2006 è già pentito di aver votato per Prodi, ma non ha intenzione di ritornare a dare consensi al centro destra.

 Pubblicato da sers Sabato 01 dicembre 2007 - 18:45
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 CHE FAREBBE OGGI UGO LA MALFA

Riscossa RepubblicanaSe fosse qui impedirebbe il balletto intorno ad una ripresa che ancora è di là da venire

di Enrico Cisnetto

Sono passati 28 anni dalla scomparsa di Ugo La Malfa, uno dei (pochi) grandi statisti che l’Italia repubblicana abbia avuto. Temo che tutto questo tempo sia passato invano, anzi, rispetto agli sforzi che La Malfa fece nel corso di tutta la sua vita per far crescere l’economia e modernizzare il Paese. Penso, per esempio, agli strumenti della politica dei redditi e della programmazione – poi resi desueti dalla fallimentare contrapposizione tra statalisti fuori del tempo e liberisti ideologizzati – con cui l’uomo che per primo aprì l’Italia al libero scambio cercò disperatamente di evitare quel declino iniziato una decina d’anni dopo la sua morte e nel quale siamo ancora immersi. Per quelle sue preoccupazioni fu chiamato Cassandra, ma vide lontano e giusto, purtroppo.
Segue....


 Pubblicato da sers Martedì 27 marzo 2007 - 08:29
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 45° CONGRESSO NAZIONALE DEL PRI

Riscossa RepubblicanaDOCUMENTO PRECONGRESSUALE DI RISCOSSA PER L’AUTONOMIA REPUBBLICANA

Il prossimo Congresso Nazionale del PRI che si svolgerà a Roma nei giorni 30/31 marzo e 1° aprile 2007 può rappresentare un momento di “novità” nella vita del Movimento Repubblicano se si consolideranno e si espliciteranno alcune tendenze, prese di posizione ed affermazioni che si sono manifestate negli ultimi tempi e se si confermerà un clima di dialogo e di confronto fra le varie componenti del partito.
Necessario, ovviamente è l’avvio della definizione, finalmente, di una strategia a medio - lungo termine sostenuta da aggiornamenti programmatici indispensabili ed indifferibili, e da un rinnovamento reale del partito nelle sue articolazioni.
Quali sono le indicazioni che devono essere confermate e sviluppate affinché il congresso possa rappresentare un momento di vera novità? Esse si possono trarre dalla prima stesura della relazione del Segretario Nazionale (che evidentemente dovranno trovare conferma e sviluppo in sede congressuale) ed in alcune dichiarazioni nel corso della crisi del primo Governo Prodi.
In dettaglio:

 Pubblicato da sers Lunedì 26 marzo 2007 - 20:09
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 UN CONGRESSO... PER COSA?

Riscossa RepubblicanaLunedì 15 gennaio 2007 il Consiglio nazionale ha dato mandato alla Direzione per decidere data e luogo per la celebrazione di un Congresso Nazionale Alla vigilia, ai quadri più attenti e preoccupati, si ponevano alcuni interrogativi per il futuro del PRI. I congressi si celebrano per modificare o per confermare una linea politica; che congresso sarà quello che si intende tenere a breve ? In un quadro politico in movimento disordinato, condizionato dalla modifica della legge elettorale, il PRI ha in questo momento una visione strategica da presentare in congresso che lo possa indicare come una vera risorsa per il paese? Non c’è il pericolo di un congresso possa introdurre divisioni solo di tipo personale, il che sarebbe una vera iattura? A questi interrogativi ci si augura che le risposte possano essere essenzialmente quelle di seguito elencate. Si dovrebbe celebrare un congresso che segni una svolta politica per il Partito Repubblicano con la dichiarazione di esaurimento della esperienza di alleanza con il centro destra. E’ indispensabile che, nei tempi che ci separano dalla celebrazione, si ponga mano ad un manifesto programmatico sintetico che presenti il PRI come punto di riferimento per democratici e riformatori che non trovano udienza ed attenzione da parte dei due poli attuali. Nel contempo sarebbe necessario lanciare un forte appello per la Costituente liberal democratica repubblicana come sezione italiana dell’ELDR. Inoltre definire le azioni da intraprendere per combattere i pericoli del bipartitismo che referendum e volontà egemoniche nei due poli lasciano intravedere . Qualcosa dopo il Consiglio Nazionale sembra si muova in queste direzioni, secondo un disegno che la componente di Riscossa indica da tempo a tutto il partito. Con queste motivazioni il congresso avrebbe un significato che va al di la delle situazioni di confusione che caratterizzano il quadro politico italiano e sarebbe un primo fondamentale passo per il rilancio del PRI presso un’opinione pubblica frastornata e sfiduciata. Su queste basi peraltro si potrebbe ritrovare una unità di intenti per tutto il partito, che potrebbe contribuire al rilancio programmatico ed organizzativo ed avviare anche il recupero di una buona parte della diaspora. A queste condizioni si, si può fare un buon congresso, di quelli che rimangono nella storia di un movimento politico e che lasciano magari il segno anche nel paese. Un paese che ha una grande voglia di serietà, di coraggio di dedizione di lungimiranza, quelle virtù che i Repubblicani hanno dimostrato nelle stagioni in cui il loro disegno strategico era alto chiaro e difficile ma necessario all’Italia . SERGIO SAVOLDI

 Pubblicato da sers Domenica 21 gennaio 2007 - 17:28
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 Dove va il PRI. ''Terza Via'' o....

Riscossa RepubblicanaVenerdì 1 dicembre ho partecipato a Forlì al convegno promosso da Res Publica animato ed introdotto da Widmer Valbonesi. Titolo: "Mazzinesimo, Repubblicanesimo, Liberalismo". Importanti i relatori: Massimo Scioscioli, Enrico Cisnetto, Luca Ostellino, Gianfranco Pasquino e, per concludere, il segretario del PRI Francesco Nucara.

Cose già dette, già proposte nel PRI dalla minoranza di Riscossa ma riesaminate con personalità esterne che hanno dato un taglio più ampio all’argomento.
Widmer Valbonesi ha riproposto con forza la terza via e la strada per una costituente liberaldemocratica di cui i repubblicani dovrebbero essere promotori e fondatori.
Pasquino è stato franco fino ad essere disarmante: siete sempre stati minoranza, siete minoranza culturale nel paese, potete contribuire a testimoniare l’esistenza di un’altra Italia ma non fatevi illusioni e soprattutto non sperate di vivere fuori dai poli.
Cisnetto invece ha tratteggiato uno scenario in cui la scuola repubblicana può divenire o meglio ritornare ad essere lievito di idee per una area ora non rappresentata e che in una ELDR italiana potrebbe tornare a contare nel quadro politico.

E il segretario del PRI come si è espresso?
L’argomento dell’evoluzione rispetto all’attuale quadro politico è stato accuratamente evitato, generici richiami ad un impegno nel PRI di chi ora è fuori eppure si richiama all’esperienza repubblicana del passato recente e poco altro.

Ero a Forlì anche per cercare di capire dove sta andando il PRI. Francamente devo dire di avere avuto conferma delle notizie di sbandamento che arrivano un po’ da tutta l’Italia.
Il PRI è in grave difficoltà per il conflitto fra ex presidente e segretario e anche questo aggrava la mancanza ormai cronica di ogni disegno strategico. La partecipazione alla CDL è messa in discussione ma non è messo in discussione il rapporto con Berlusconi. Il PRI non partecipa alla manifestazione di Piazza S. Giovanni del 2 dicembre ma non denuncia l’alleanza; ha partecipato al tavolo dei volonterosi ma non sono mai cessate battute velenose nei confronti di esponenti del centrosinistra riformista.
Ed il segretario vuole andare a congresso, per dire e fare cosa?
Per galleggiare in un quadro politico in fermento senza fare scelte che possano pregiudicare ruoli e posizioni?
L’attuale segretario nazionale ha detto in giugno che la dirigenza politica del PRI è consunta. Singolare affermazione da parte di un segretario che poi non trae conclusioni conseguenti. Ma come non veder che oltre alla dirigenza non all’altezza sono le posizioni politiche assunte che hanno consunto ruolo e visibilità del PRI, ancor di più dopo il cambio di maggioranza nel Paese.
La CDL è finita, Casini non ha nessuna intenzione di mangiare i vitelli grassi di Berlusconi. La Lega non accetterà mai di entrare nel partito unico della destra, mai accetterà l’ipotesi bipartitica ed è disposta a trattare con la sinistra sul federalismo.

Ed il PRI cosa vuole? Entrare nel partito unico di Berlusconi e Fini?
A sinistra il partito democratico viene mandato a scadenze sempre più lontane. La sinistra radicale non accetterà la logica bipartitica che è alla base del Partito democratico.
Quale lo scenario non improbabile allora se non una multipolarizzazione del quadro politico che vedrà premiate le forze, che sapranno creare lo spazio prima culturale e poi politico per identità reali e percepite come mancanti ora, ma necessarie per il paese.
Vera minaccia a questo quadro auspicabile è il referendum sulla legge elettorale che potrebbe addirittura vedere Prodi e Berlusconi uniti nel loro tentativo di creare di fatto partiti unici nei due poli. Ma qui la battaglia si può condurre in ampia compagine e l’esito non è affatto scontato.
Un quadro multipolare quindi è l’obbiettivo a cui dovrebbero lavorare i repubblicani per sperare in un futuro recupero di ruolo.
Quindi più aree possibili con un sistema elettorale alla tedesca in luogo di un bipolarismo sgangherato. Ma una è l’ipotesi più realistica per la nostra scuola: la creazione di una alleanza liberaldemocratica italiana con riferimento europeo l’ELDR.
Il PRI ha una sola possibilità per essere un credibile partecipe e magari protagonista di questo processo: abbandonare subito l’alleanza di centro destra. Fin dal prossimo congresso che allora avrebbe un significato reale.
Altre posizioni pavide e dilatorie possono solo contribuire all’aumento di quella coltre di oblio che il paese ha ora riservato ai repubblicani tutti, dentro e fuori dal PRI.

Sergio Savoldi

 Pubblicato da sers Venerdì 08 dicembre 2006 - 00:00
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 «LE RIFORME? SONO INUTILI. NON DIRO' SI»

Riscossa RepubblicanaGiorgio La Malfa al Corriere della Sera
Venerdì 16 giugno 2006


La direzione del Pri ha scelto: al referendum del 25 giugno si vota sì. Ma Giorgio La Malfa non rinuncia ad esprimere la sua idea: «Io sono per il no». E per difenderla, è pronto a lasciare la carica di presidente del partito: «Ho già dato le mie dimissioni, saranno esaminate al prossimo Cn».

Perché questa scelta?
«Perché non ho mai creduto che i problemi dell'Italia fossero di natura costituzionale: sono politici. La Carta del '48 ha un eccellente impianto, ha dato straordinari risultati, ha permesso stagioni politiche felici come il centrismo, ha reso possibili innesti di nuove riforme».....

 Pubblicato da cabuf Venerdì 16 giugno 2006 - 16:37
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 UN'EDERA VERDE DI SPERANZA

Riscossa RepubblicanaAPPELLO ALLE AMICHE E AGLI AMICI REPUBBLICANI

Di Widmer Valbonesi, Segretario Regionale PRI Emilia Romagna

Sono repubblicano da sempre e da sempre impegnato nel partito e nella nostra comunità per mantenere attiva una tradizione che nasce dal Risorgimento e che si è cementata nel pensiero e nell'azione di grandi amministratori e uomini repubblicani.


Le tradizioni vivono e si sviluppano se si riesce a proiettare nel presente e nel futuro i valori e gli ideali che ci sono stati consegnati dalle generazioni precedenti, e come dirigenti e custodi di questa dobbiamo sapere vedere oltre le nostre personali convinzioni, sapendo che ci sono tempi giusti per una dialettica politica interna e tempi in cui, essendo presente l'edera nelle competizioni elettorali, occorre una tregua e il rispetto della maggioranza che ha collocato il partito, nella contingenza, all'interno di un'alleanza politica.
Un' alleanza che io non ho mai condiviso.....

 Pubblicato da cabuf Mercoledì 05 aprile 2006 - 21:14
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